La Mission di Augmendy, attraverso diverse tipologie di attività, è quella di mettere in contatto le aziende con gli operatori del mercato dell'area Social Media e digital, realizzando eventi e iniziative di formazione. Augmendy organizza in Italia e-festival (Social Media Week / "Festival della Rete") e la StartUp School.
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Un’immagine mostra un momento dell’evento Safety Technology che si è tenuto al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Tra gli ospiti Shelly Roche, Guido Scorza, Corrado Giustozzi, Massimo Sideri, Luca Dello Iacovo e Sergey Nobakov, a moderare l’incontro Luca De Biase.
Gli utenti che utilizzano le technologie spesso non vogliono ascoltare pareri negativi o raccomandazioni sull’utilizzo delle stesse, specie quando si parla di Cloud Computing, Social Network, Social Media e altri strumenti. Quello che Sergey Nobakov, Head EEMEA, Global Research & Analysis Team di Kaspersky Lab, suggerisce è di pensare sempre di proteggere le informazioni confidenziali. Riguardo il Cloud Computing ad esempio, prima di inviare il tuo materiale ricordati di analizzare con attenzione i sistemi di protezione del servizio.
Sergey Nobakov evidenzia 5 aspetti da non trascurare per proteggere i tuoi dati:
utilizza sempre un antivirus e aggiornarlo regolarmente;
utilizza l’ultima versione dei software, non le versioni precedenti, e cerca di non usare software troppo popolari perché sono quelli che ricevono maggiori attacchi;
parlando di online banking, online shopping e di tutte le transazioni online, evita di usare la carta di credito per i pagamenti. Meglio prendere una carta prepagata o una seconda carta di credito con un limite di spesa, in modo da proteggere il tuo conto. Se vuoi fare dello shopping online, evita di cliccare direttamente ai link che ti inviano amici o altri, meglio andare sul motore di ricerca e accedere al sito da lì, per evitare di linkare su siti fake, creati dai criminali informatici. Inoltre, quando accedi al tuo conto online verifica che appaia il link con https:// che indica la connessione sicura;
crea delle password diverse e non usare un’unica password che abbia dei caratteri riconducibili alla tua data di nascita o altre informazioni pubbliche. Se è complicato ricordare tutte le pwd, utilizza dei trucchi che facciano riferimento al link di accesso. Ad esempio, se accedi a facebook, inserisci delle lettere che ricordano il sito in aggiunta alla pwd che usi (es: fb+pwd o f+pwd+b o similari). I criminali informatici, infatti, quando riescono a rubare una pwd da un account di accesso provano ad utilizzarla per molti altri siti;
Il metodo più usato per infettare il tuo computer è di infettare le web page. Basta cliccare sul link infetto per creare una catena di download di file infetti. Per questo è meglio non cliccare ovunque, ma navigare solo su siti fidati. Leggi e pensa prima di cliccare su “ok”. E se qualcuno del tuo network ti invia dei link su cui cliccare, assicurati che sia vero, prima di farlo. L’account del tuo amico potrebbe essere stato infettato.
La raccomandazione finale di Sergey è: “Utilizza il tuo senso comune prima di agire sul web!”
Parlando di sicurezza informatica è importante ascoltare la voce di un avvocato. Guido Scorza dice come proteggere i nostri diritti sul web.
Il punto di partenza è conoscere i diritti e preoccuparsi di comprendere chi fa cosa con le informazioni che ci riguardano. E’ importante leggere le policy privacy disponibili su tutti i siti, evitando di cliccare su accetto, senza avere consapevolezza di cosa stai accettando.
Due minuti in più spesi a leggere possono metterti al riparo da spiacevoli inconvenienti. Il concetto cardine è quello di reperire le informazioni utili per comprendere e aumentare il tuo livello di protezione.
Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza e informazioni, sottolinea che viviamo nella società dell’informazione e che, proprio per questo, le informazioni sono una merce di scambio che ha un valore e che diventa, quindi, appetibile agli occhi dei criminali informatici.
Grandi nomi del giornalismo italiano si sono confrontati sul tema dei nuovi media e sul futuro dei media tradizionali. Ferruccio De Bortoli, direttore deIl Corriere della Sera, Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice di Report, Peter Gomez, direttore de Il fatto quotidiano online, Daniele Manca, vicedirettore de Il Corriere della Sera, Lillo Tombolini, direttore di La7, Luca Sofri, direttore de Il Post, Paolo Liguori, direttore di TGcom, Gianroberto Cassaleggio, presidente di Casaleggio Associati e Justin Kan, fondatore di Justin.tv, unico ospite straniero.
Nell’intervista che vi proponiamo Milena Gabanelli sottolinea che il giornalismo d’inchiesta ha bisogno di tempi che non dipendono dalla necessità della testata, bensì dalle evoluzioni di tali inchieste nei mesi. Inoltre, una volta raccolte le informazioni, bisogna confrontarle e verificarle, e ciò richiede tempo.
Tutto questo è incompatibile con la velocità richiesta dal web, ma il problema più importante resta quello dei costi. Il giornalismo d’inchiesta richiede budget consistenti che solo una grande produzione può sostenere. Inoltre non va trascurato il fatto che per produrre contenuti di questo genere solo per il web, è necessario ripensare il linguaggio, dato che i tempi televisivi sulle rete non funzionano.
E’ arrivato il momento di sperimentare.
Interessante è il punto di vista di Justin Kan, fondatore di Justin.tv. Kan sottolinea che Internet ha ampliato il mondo della produzione di contenuti, ma senza porsi in contrapposizione alla Tv tradizionale. Questi, infatti, sono da ritenere due canali diversi che producono contenuti per target diversi. Un esempio sono i video di giocatori di videogame, visibili su Justin.tv, tali prodotti hanno un vasto pubblico di affezionati in Internet ma non avrebbero audience in TV.
Il futuro dei video per il web punta su specifiche comunità, diverse da quelle televisive. Tuttavia va sottolineato che, al momento, i media tradizionali hanno budget inferiori a disposizione, per questa ragione le persone si stanno già attivando per creare nuovi modelli di business, e le nuove tecnologie aiuteranno a risolvere il gap attuale.
Daniele Manca afferma che nulla sarà più come prima e questa può essere un sfida per il giornalismo. Una sfida dolorosa, ma interessante secondo il vicedirettore de Il Corriere della Sera.
Il giornalista multimediale dovrà continuare ad organizzare il pensiero senza essere condizionato eccessivamente dal feedback dell’utente.
Andrea Rangone, professore ordinario di Business Strategy ed E-business presso Politecnico di Milano, sottolinea che al centro dell’economia digitale c’è sempre più la tecnologia mobile - smartphone, tablet etc. Questa tendenza viene riassunta nel termine Mobile Economy, nel quale rientrano tutte le trasformazioni che riguardano i sistemi di pagamento, il Mobile Payment, quelle del mercato degli acquisti online, il Mobile Commerce, e la pubblicità sulla rete mobile, il Mobile Advertising. In questa rivoluzione mobile, l’Italia gioca un ruolo importante, data la grande diffusione di cellulari nel nostro paese e la quantità di aziende italiane che hanno sviluppato competenze in questo settore.
Entrando nei termini del Mobile Payment, la Banca d’Italia consente di utilizzare il credito della Sim per pagare dei beni digitali come le news, i giochi, gli abbonamenti a siti di dating e quant’altro. Ne ha discusso Lucia Predolin, Head on International Marketing Communication di Buongiorno Spa, dopo l’incontro Mobile Media, Content & Apps, tenutosi durante l’e-festival.
Parlando di e-commerce, e dei nuovi modelli di business che si stanno sviluppando, abbiamo sentito la voce di Federico Lazzarovich, Capo Soluzioni Commerciali di Mondadori, il quale evidenzia la tendenza, all’interno del gruppo Mondadori, di puntare su soluzioni che consentano loro di arrivare al massimo numero di piattaforme di e-commerce possibile. Lazzarovich allude alle applicazioni per vari sistemi operativi, alle soluzioni di navigazione sul web per i cellulari, e all’obiettivo di puntare a tutti gli AppStore, così da ampliare i canali distributivi dei prodotti Mondadori.
Mondadori ha inoltre sviluppato un’applicazione per Ipad chiamata Virtual History, la quale permette di intraprendere un viaggio nel tempo.
12. October 2011
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