
Grandi nomi del giornalismo italiano si sono confrontati sul tema dei nuovi media e sul futuro dei media tradizionali. Ferruccio De Bortoli, direttore de Il Corriere della Sera, Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice di Report, Peter Gomez, direttore de Il fatto quotidiano online, Daniele Manca, vicedirettore de Il Corriere della Sera, Lillo Tombolini, direttore di La7, Luca Sofri, direttore de Il Post, Paolo Liguori, direttore di TGcom, Gianroberto Cassaleggio, presidente di Casaleggio Associati e Justin Kan, fondatore di Justin.tv, unico ospite straniero.
Nell’intervista che vi proponiamo Milena Gabanelli sottolinea che il giornalismo d’inchiesta ha bisogno di tempi che non dipendono dalla necessità della testata, bensì dalle evoluzioni di tali inchieste nei mesi. Inoltre, una volta raccolte le informazioni, bisogna confrontarle e verificarle, e ciò richiede tempo.
Tutto questo è incompatibile con la velocità richiesta dal web, ma il problema più importante resta quello dei costi. Il giornalismo d’inchiesta richiede budget consistenti che solo una grande produzione può sostenere. Inoltre non va trascurato il fatto che per produrre contenuti di questo genere solo per il web, è necessario ripensare il linguaggio, dato che i tempi televisivi sulle rete non funzionano.
E’ arrivato il momento di sperimentare.
Interessante è il punto di vista di Justin Kan, fondatore di Justin.tv. Kan sottolinea che Internet ha ampliato il mondo della produzione di contenuti, ma senza porsi in contrapposizione alla Tv tradizionale. Questi, infatti, sono da ritenere due canali diversi che producono contenuti per target diversi. Un esempio sono i video di giocatori di videogame, visibili su Justin.tv, tali prodotti hanno un vasto pubblico di affezionati in Internet ma non avrebbero audience in TV.
Il futuro dei video per il web punta su specifiche comunità, diverse da quelle televisive. Tuttavia va sottolineato che, al momento, i media tradizionali hanno budget inferiori a disposizione, per questa ragione le persone si stanno già attivando per creare nuovi modelli di business, e le nuove tecnologie aiuteranno a risolvere il gap attuale.
Daniele Manca afferma che nulla sarà più come prima e questa può essere un sfida per il giornalismo. Una sfida dolorosa, ma interessante secondo il vicedirettore de Il Corriere della Sera.
Il giornalista multimediale dovrà continuare ad organizzare il pensiero senza essere condizionato eccessivamente dal feedback dell’utente.
La storia continua…
Stay tuned :)








Fri, Sep 30, 2011
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